Mercoledì, 20 November 2019 15:59

Un saluto da Pierluigi In evidenza

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 pierluigi mancini

Carissimi amici e non,

dopo 25 anni di collaborazione, con Scooter Magazine prima e Scooter Webzine poi, è arrivato il momento di mettere la parola fine a questa splendida iniziativa. In questi anni le mie ore davanti al PC erano scandite dall’urlo dei ciclomotori, scooter e moto che io stesso preparavo. Nel mio studio li sentivo sfrecciare, urlare la loro rabbia e li potevo riconoscere uno ad uno senza sbagliare mai un colpo. “Ecco, questo è quel cagac…i di Andreacchio”, oppure “ecco Carlo, sempre grasso di passaggio…” e così via. Riconoscevo i motori dei meccanici ignoranti, loffi e sgonfi, da quelli fatti a mestiere. Oggi posso dire che dal mio studio non sento più passare un 2 tempi a 14000 giri da anni. Prima la frequenza era uno ogni 2/3 minuti. Oggi il cellulare, i social network, genitori troppo apprensivi che crescono figli rincoglioniti sono la nostra realtà quotidiana. Nella mia comitiva, da ragazzino, eravamo sempre con pistoni in mano, getti nelle tasche e sempre a parlare del nuovo motore che dovevamo fare. Ricordo che solo una volta riuscimmo ad uscire tutti insieme senza che nessuno avesse il motore rotto… Oggi non serve manco più uscire… Purtroppo questo è l’evolversi della società, di quello che siamo e che non saremo più. Secondo me abbiamo perso la partita. Ma non noi come testata giornalistica! La partita l’hanno persa tutti quelli che per stare “tranquilli” mollano il tablet ai ragazzini di 4 anni per toglierseli dalle palle mentre chattano con gli amanti, l’hanno persa quelli che si sentono sicuri a tenere i figli a casa facendoli diventare dei rincoglioniti, che poi si suicidano per un bullo che li piglia (giustamente) per il culo perché non sanno neanche più reagire. La nostra è stata una grande generazione: fortunata perché è cresciuta nel benessere, senza guerre e senza troppi pensieri. Auguro a tutti i giovani che le cose possano presto cambiare. So che non sentirò mai più motorini sfrecciare dal mio studio, ma mi piacerebbe che qualcuno un giorno buttasse via tutta questa merda tecnologica e tornasse a vivere una vita reale.

In questi anni ci sono tante persone che ho incontrato, con cui ho lavorato e ne voglio ricordare alcuni. Della nostra redazione “virtuale”, visto che ognuno lavorava da casa sua, non devo ricordare Alessandro Cortellessa. Non serve. Perché lo vedo quasi tutte le settimane e passiamo sempre delle bellissime serate insieme. Lo ringrazio per avermi “scoperto” e per avermi insegnato tante cose. Spero che anche lui possa dire lo stesso di me. Senza di lui la mia vita non sarebbe stata la stessa e non avrei mai trasformato la passione in un lavoro. Grazie Ale! (Pier, mi fai commuovere, ma ti sei guadagnato sul campo e meritato tutto …!).

Insieme ad Alessandro vorrei ringraziare Augusto Fabrizi, che non è più con noi, perché nella sua genuinità mi ha insegnato che questo è un lavoro di merda e che, il giorno che la gente scopre che non ci metti più l’anima e la passione, è il giorno che chiudi.

Poi vorrei ringraziare la famiglia Polini che, tra tutti i nostri inserzionisti, non ci ha mai tradito, non ci ha mai abbandonato e ci ha sempre trattato con grande amicizia e rispetto, anche quando qualcosa non andava per il giusto verso. E un ringraziamento particolare va a Dario Agrati (ufficio stampa della Polini insieme alla figlia Dalila, ndr), un grande. Quando passerò da Bergamo, li andrò a trovare!

Ringrazio anche tutti quelli che giuravano amicizia eterna, ma che sono spariti alla velocità del vento senza nemmeno salutare: con loro ho imparato che nella vita ci sono persone meno genuine di altre. Paradossalmente la qualità dei loro prodotti era assolutamente paragonabile alla loro genuinità…

Ringrazio quelli che, pur se oggi fanno tutt’altro nella vita, ancora si ricordano di mandarci gli auguri a Natale… magari perché hanno ancora un minimo senso di gratitudine e di amicizia.

Ho sempre provato ogni accidenti che usciva sul mercato e, nei limiti del possibile e della querela per diffamazione, ho sempre detto ciò che per me funzionava e quello che faceva schifo. Ho cercato di insegnare le cose che ho imparato senza fare “segreti”, per il puro piacere della divulgazione. Quando la gente veniva nella mia officina poteva anche guardare i miei cilindri, i miei motori, le mie trasmissioni… perché il mio ultimo motore era sempre quello che avevo in mente. Tutto quello che realizzavo diventava automaticamente vecchio.

Spero di essere stato di aiuto.

Continuate a dare gas e ad inquinare il mondo: sappiate che tanto, se comprerete un’auto elettrica, ci saranno sempre migliaia di navi cargo che portano merda dalla Cina e che appestano il Mondo: 30 di quelle navi, che bruciano residui di raffineria (catrame, oli pesanti, ecc…) inquinano più di tutto il parco circolante della Terra.

Un abbraccio a tutti 

Pierluigi Mancini

Letto 217 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 November 2019 16:04
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